SOTTO BANCA D’ITALIA

Si è svolta ieri la manifestazione dei Lavoratori Fonspa sotto la filiale romana della Banca Centrale.

Ancora una volta, i Lavoratori hanno voluto richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla loro situazione.

Morgan Stanley che nel 2012 ha concluso l’anno con un eccellente bilancio e che fa solidi affari nel nostro Paese, non paga di affossare il Fonspa con una politica di spoliazione, ora, sta cercando di trovare terzi che possano compiere in sua vece l’omicidio della plurisecolare azienda di credito. Quello che ci chiediamo è come sia possibile che a questi signori sia permesso tutto ciò, specialmente in un periodo in cui da più parti si parla di banca del territorio e/o banca pubblica come elemento essenziale per permettere il superamento di quella crisi che la stessa Morgan Stanley ha contribuito a creare.

Di seguito pubblichiamo il volantino distribuito nell’occasione.

“… MA DAL LETAME NASCONO I FIORI … ”

 

Il titolo volutamente provocatorio, ripreso, tra l’altro, da una nota canzone di De André,  a nostro avviso ben dipinge la situazione del Fonspa, la banca romana attiva sul territorio nazionale da più di un secolo che Morgan Stanley, che ne detiene la proprietà dal 2000 ha deciso di chiudere o, quanto meno, di ridurre ad un ruolo marginale nel mercato del credito.

 

Sì, Morgan Stanley, la banca d’affari americana che nel nostro Paese opera con lusinghieri risultati dato che soltanto un anno fa, mentre il governo  “riformava” per l’ennesima volta le pensioni per risparmiare 5 mld. annui, intascava la metà di questo importo a titolo di rimborso anticipato di operazioni in derivati effettuate con lo Stato Italiano.

 

La stessa Morgan Stanley, specialista nel collocamento dei titoli del debito pubblico italiano, che, a quanto ci risulta, riveste un ruolo non secondario  nell’operazione di fusione di due importanti realtà pubbliche del nostro Paese: la Cassa Depositi e Prestiti e la Sace, la società che assicura il commercio con l’estero.

 

Noi siamo qui, a manifestare per l’ennesima volta, per chiedere se in uno stato sovrano chi fa affari d’oro con il “pubblico” di questo Paese si possa permettere di affossare una realtà che tanto potrebbe fare per allentare quella stretta creditizia che sta strangolando famiglie e imprese; stretta che imperversa in particolar modo nel territorio di Roma e del Lazio.

 

Tanto potrebbe fare se, beninteso, fosse utilizzata in un contesto di razionalizzazione dell’economia del territorio da parte di una Politica sana che abbia veramente a cuore lo sviluppo economico, culturale e sociale  di quest’ultimo.

 

In fondo crediamo che proprio di questo si parli quando sentiamo discorsi, in piena campagna elettorale, concernenti la banca pubblica o le sinergie tra pubblico e privato nel settore del credito.

 

Nessuno sta ipotizzando la riedizione dei “carrozzoni” di infausta memoria bensì di un ritorno da protagonista del “pubblico” nel settore del credito.

 

Ecco che, allora,  il Fonspa potrebbe essere, come da titolo, il fiore che nasce dal letame in cui è stato costretto.

 

Un fiore che avrebbe petali fragranti in termini di opportunità economiche, finanziarie e fiscali.

 

Ma, soprattutto e uscendo di metafora, un’ipotesi di una soluzione in questa direzione darebbe un senso ad una vertenza che si trascina da cinque anni e costituirebbe un’inversione di tendenza rispetto alla finanza “usa e getta” che tanti danni ha causato nel mondo intero.

 

Noi, oggi, torniamo a manifestare per chiedere che non si creino le condizioni per Morgan Stanley di attuare una liquidazione strisciante della nostra banca; liquidazione che la multinazionale americana non avrebbe timore a fare sia in proprio che delegando terzi.

 

Chiediamo una pausa di riflessione: può il Fonspa essere utile ancora all’economia reale?

 

Può non essere permesso a Morgan Stanley di comportarsi come un colonizzatore di altri tempi che dopo aver massimizzato i suoi profitti lascia solo rovine a testimonianza del suo passaggio?

 

Noi pensiamo di poter rispondere ad entrambe le questioni: basta assumersi la responsabilità di pensare ad un percorso di sviluppo di un’economia più attenta alle esigenze del territorio e di chi lo vive.     

 

SOTTO BANCA D’ITALIAultima modifica: 2013-02-22T12:40:00+01:00da fonspainlotta
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