20/01/2012

LA LETTERA

Con una lettera inviata ai consiglieri di amministrazione della banca e, per conoscenza al capo di Morgan Stanley Italia, Domenico Siniscalco, le OO.SS. continuano a sollecitare confronti finalizzati a garantire serie prospettive per chi lavora stante la decisione di Morgan Stanley di vendere l'azienda. Nella lettera, inviata giorni fa, e a tutt'oggi ancora priva di risposta, le OO.SS. fanno esplicito riferimento a ciò che la banca americana ha trovato al momento dell'acquisizione, in termini di attività, tecnologia, professionalità e che, quindi, ha il dovere di garantire ai nuovi acquirenti per garantire una partenza rapida e pronta per quello che sarà il nuovo Fonspa.

Clicca qui per leggere come la lettera è stata presentata dal Corriere.it che, erroneamente indica nel 24 maggio anzichè nel 24 gennaio la data della prossima azione di lotta dei Lavoratori del Fonspa.

Di seguito il testo della lettera e le sua traduzione in inglese:

 

Egregi signori,

 è a Voi ben noto che, dopo la decisione assunta nel febbraio 2008 dall’azionista di vendere la banca, è seguito un progressivo depauperamento di tutte le attività di un’azienda dotata di strumenti informatici all’avanguardia e con personale avente caratteristiche di affidabilità ed adattabilità, capace di convertirsi più volte, nel breve, a seconda delle necessità di “business” individuate dall’azionista.

Nel 2008 la banca era un’azienda perfettamente produttiva che avrebbe potuto continuare a svolgere un ruolo di supporto all’economia ed al tessuto sociale provato dalla grave crisi economica.

Il processo di vendita non è stato mai affrontato con le caratteristiche di serietà e determinazione necessarie, prova ne è il lungo tempo trascorso senza ancora avere una soluzione definitiva.

Da quattro anni continuiamo ad assistere impotenti alla condanna all’inoperatività della nostra azienda senza avere alcuna risposta ai nostri più che legittimi interrogativi, ma subendo sempre uno stucchevole gioco di rimbalzo di responsabilità da Roma a Milano, da Milano a Londra, da Londra a New York, ecc.

Queste sono le motivazioni che ci inducono a chiederVi  un confronto serio e diretto sull’avvenire del Fonspa e dei suoi dipendenti.

Un confronto nel quale Morgan Stanley non può dimenticare le agevolazioni da lei godute nel momento in cui è divenuta proprietaria del Fonspa. 

In relazione a ciò noi pensiamo che, come fecero le ex azioniste di Fonspa nei confronti di Morgan Stanley, anche Morgan Stanley ha il dovere di lasciare il Fonspa in grado di bene operare immediatamente dopo il passaggio di proprietà.

Banca Commerciale Italiana e Credito Italiano negli anni 2000/2001, in qualità di banche venditrici, si assunsero le loro responsabilità nei confronti dei Lavoratori e dell’azienda partecipando, con la nuova proprietà e le OO.SS., ad un tavolo teso a garantire al Fonspa e a chi ci lavorava, le migliori condizioni per un pronto ed efficace rilancio. Rilancio che fece perno sulle attività e sulle dotazioni finanziarie cospicue che le due banche lasciarono all’interno del Fonspa, a beneficio di Morgan Stanley.

Noi riteniamo che ci siano i margini perché Morgan Stanley possa, alla stregua di quanto già avvenuto nel 2000, garantire che chi  lavora in questa azienda continui a farlo serenamente, anche dopo la tanto attesa cessione del pacchetto azionario.

Per questo formuliamo la richiesta di un necessario confronto finalizzato a trovare le forme e modalità per il soddisfacimento delle Vostre esigenze e delle nostre aspettative, anche alla luce di quanto più volte dichiarato dal prof. Siniscalco secondo il quale gli interessi di Morgan Stanley coincidono con quelli dei lavoratori.

Distinti saluti

 English version:

 

Dear Sirs,

 

We presume you are well aware of the process of impoverishment of our bank which followed the 2008 decision of putting it on sale and so you can appraise that such process implied an underused of bank assets like the advanced information systems and the reliable, adaptive personnel skills enabling management  to operate multiple business shifts in the course of time.

 

Going backwards to 2008, the bank was considered totally operational and capable of serving the local economy and facing a social tissue still gravely affected by the economic crisis.

 

 

 

 

The process of sale of the bank was never followed up with the necessary determination and seriousness required to avoid time inflation providing no definite acquisition.

 

So four years have passed until now and yet we are frustrated that our bank is prevented from running its normal operations and we also feel exhausted by the lack of any reasonable answer to our legitimate questions: in fact, we suffer from being spectators at a tiresome exercise of rebounding responsibilities, where Rome refers to Milan for any question of decision-making while Milan indicates London as the true centre of decision and London itself presumes that New York is the ultimate recourse for anything significant that can happen.

 

These facts constitute the reasons that push us to ask you for comparing our views seriously and directly in order to shed some light on Fonspa’s future and to get an outlook on employees’ prospects.

 

In completing such a test, Morgan Stanley can’t neglect the considerable facilities that Fonspa’s former shareholders made available to MS when the latter took control of the company. 

 

In relating to these issues, we think that Morgan Stanley is required to repeat the engagement of Fonspa’s former shareholders in assuring that, preceding the final exit from the bank, Fonspa is given a level of managing efficiency adequate to perform suitably its operations in the aftermath of the ownership transfer.

 

During the 2000/2001 period, Banca Commerciale Italiana and Credito Italiano, being the sellers of Fonspa, took on relevant responsibilities towards the workers and the company by sharing a negotiation with the bank’s acquirer and the unions that afforded Fonspa an optimal start-up on the path of a rapid and effective recovery. Such recovery was primarily axed on the conspicuous activities and facilities made available by the seller parties to the benefit of Morgan Stanley.

 

We presume that there are margins now that enable Morgan Stanley to secure (as the former shareholders did in 2000) the work of all bank’s employees, also as continued following the long-awaited ownership transfer.

 

That is the reason why we formulate the present request aimed at finding the most eligible forms and methods that could help to balance our expectations and your requirements, reaching in some way the goal that Prof. Siniscalco recently indicated as “the identity existing between the interests of Fonspa’s workers’ and those of Morgan Stanley”.

 

Best regards

 

15:22 Scritto da: fonspainlotta | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fonspa, siniscalco, morgan stanley | OKNOtizie |  Facebook

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