LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA

Il titolo del post è ripreso dal comunicato con il quale le OO.SS. hanno denunciato il muro di omertà che circonda l’operazione di vendita dell’azienda alla Tages e alla Harvip. Aldilà degli articoli dei giornali che parlano di Morgan Stanley come di una normale azienda persino dotata di una certa etica (segnatamente un articolo di MF del settembre scorso sulla situazione del Fonspa), i Lavoratori del Fonspa ben conoscono il vero volto della rapace e colonizzatrice multinazionale. D’altronde tutto il mondo subisce le conseguenze dell’operato spregiudicato di questa banca d’affari e dei suoi sodali. Di seguito riportiamo la lettera che le OO.SS. aziendali hanno inviato alla giornalista che ha scritto l’articolo cui facciamo riferimento nella quale si spiega quale, secondo loro, è il vero volto di Morgan Stanley (relativamente alle vicende riguardanti il Fonspa):

Gentile dr.ssa,

in riferimento all’articolo pubblicato su “MF” del 12 settembre 2013 le scriventi RSA del Credito Fondiario precisano quanto segue:

Il Credito Fondiario, nel quale Morgan Stanley negli ultimi cinque anni ha versato 95 milioni di Euro per ripianare i bilanci, si trova in questa situazione perché Morgan Stanley, guidata da Domenico Siniscalco, ha deciso di metterlo in vendita e contestualmente lo ha spogliato di ogni lavorazione, ha chiuso tutti gli accordi in essere con primarie controparti e a nulla sono valse tutte le richieste delle OO.SS. per cercare di avere un dialogo proficuo per il futuro dell’azienda.

I lavoratori del Fonspa hanno da sempre chiesto, nel rispetto della loro dignità, lavoro per contribuire alla ripresa economica del territorio minato dalla stretta creditizia in atto.

Non riusciamo a comprendere come Morgan Stanley, una delle primarie banche mondiali, ed in primis  Domenico Siniscalco responsabile per l’Italia di MS, ex Ministro del Tesoro e Presidente di Assogestioni siano riusciti a trovare per il futuro di 150 Lavoratori solo due società neo costituite che hanno già problemi di bilancio, viene da pensare che dietro ci sia una forte speculazione sulle teste dei Lavoratori.

In relazione a quanto sopraesposto Le chiediamo di dare il giusto spazio anche alle precisate puntualizzazioni delle OO.SS. del Credito Fondiario.

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Nel ringraziarLa anticipatamente Le porgiamo distinti saluti.

   

Ma, tornando al comunicato il cui titolo è anche quello del post che state leggendo, il comportamento di Morgan Stanley è fatto proprio dalla direzione aziendale che, sulla vendita,  ha il medesimo atteggiamento  omertoso  in spregio ad ogni tipologia di relazione umana ancor prima che sindacale. Questo quanto scritto dalle OO.SS.:

In linea con quello che ormai sta accadendo da anni, anche in questi giorni stiamo vivendo un clima aziendale paradossale.

Sono questi giorni di grande attesa, di estrema preoccupazione per i lavoratori del Credito Fondiario, attesa e preoccupazione di cui è intrisa l’aria delle stanze e dei corridoi della banca.

Attesa e preoccupazione che vedi scolpita nei volti dei lavoratori, di chi è famelico di notizie per sapere se lo stipendio, unica fonte di sostentamento per sé e la famiglia, continuerà ad essere percepito o verrà cancellato nel breve periodo.

Attesa e preoccupazione per la decisione che assumerà Banca d’Italia, o che ha già assunto.

Attesa e preoccupazione che fanno perdere il sonno a molti, che rendono meno piacevoli i momenti positivi della vita, quelli passati in famiglia, con i propri cari, con gli amici, al bar, allo stadio, ecc.

Eppure in questo momento in cui tutto sembra andare in una direzione, ognuno dei lavoratori continua faticosamente a venire in ufficio, continua a dare il proprio contributo e a mandare avanti il lavoro,  perlomeno quelli ai quali l’azienda non l’ha tolto completamente.

In questo micro mondo che è il Credito Fondiario e che sta andando in questa direzione, come al solito c’è chi va completamente controcorrente: la direzione aziendale.

Per il management sembra che il tempo non si sia spostato, che tutto sia rimasto fermo a qualche anno fa quando si lavorava in un’azienda normale.

Potremmo assimilare queste persone ai corridori di una gara ciclistica che hanno sbagliato il percorso e continuano incuranti per la loro strada, come se niente fosse.

Siamo in un periodo in cui Banca d’Italia potrebbe aver già messo il suggello definitivo alla scellerata vendita voluta da Morgan Stanley e la direzione continua a far finta di niente.

Continua a cercare di anestetizzare tutto, a dimenticare completamente che le relazioni sindacali sono una parte importante delle varie funzioni aziendali che, soprattutto in tempi come il nostro, devono essere svolte con grande attenzione, capacità, sensibilità.

Tutte caratteristiche e qualità che non sono mai emerse dalla gestione dell’attuale management.

Ancora una volta, e con sempre maggiore forza, denunciamo l’ostinata, scellerata, provocatoria politica del silenzio, della sfinge che è stata perpetrata e continua ad essere perpetrata dall’azienda e da chi è, o dovrebbe essere, deputato a intrattenere le relazioni sindacali.

Ancora una volta assistiamo al tentativo da parte del management di nascondere, con la maschera del silenzio, le scelleratezze compiute da Morgan Stanley, l’amaro piatto, che temiamo fortemente, ci verrà presentato da chi, in nome e per conto di Morgan Stanley, cercherà di applicare provvedimenti pesanti e penalizzanti solamente nei confronti dei dipendenti.

A questi signori diciamo che la coperta del silenzio è troppo piccola per coprire la quantità di danni da loro provocati con la loro inettitudine e complicità.

Tutto emergerà, ogni cosa verrà alla luce, prima o poi, e chi ne è stato l’artefice comunque ne dovrà rispondere.

Noi come sempre continueremo a lottare con tutti i mezzi ed assumere tutte le necessarie iniziative, contro Morgan Stanley, contro la complice direzione generale del Fonspa, contro Tarantelli e Lombardo o contro chiunque pensi di applicare provvedimenti che lascino i dipendenti Fonspa in mezzo ad una strada. In questa lotta saremo tutti compatti ed animati dalla validità e forza delle nostre idee e motivazioni.

La strada per la tutela ed il riconoscimento dei diritti è sempre stata lunga, difficile,  ma alla fine ciò che conta è la determinazione e convinzione che vinceremo la nostra battaglia grazie allo spirito di unità e solidarietà dei lavoratori del Fonspa oggi più che mai determinati a difendere il loro lavoro.

 

NESSUN LAVORATORE DOVRA’ ESSERE PRIVATO DEL FUTURO PER SE’ E PER LA PROPRIA FAMIGLIA

 

 

LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTAultima modifica: 2013-10-11T08:34:00+00:00da fonspainlotta
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