27/01/2012

UN ESEMPIO DI SOLIDARIETA'

Abbiamo più volte scritto riguardo le manifestazioni di fattiva solidarietà che abbiamo ricevuto da RSA di altre aziende del settore. Pubblichiamo di seguito quanto scritto dal Rappresentante Sindacale Aziendale della Fisac CGIL di Equens nell'inviare ai Lavoratori della sua azienda il nostro volantino in quanto riteniamo che abbia toccato punti incontestabili quali la dignità che dà il lavoro e come i diritti di tutti i Lavoratori, a prescindere dall'azienda per la quale lavorano, siano i medesimi:

Vi giro il volantino dei lavoratori del FONSPA che ieri hanno manifestato sotto la sede di Banca díItalia, in attesa di essere ricevuti per avere risposte sulla vergognosa situazione che va avanti da ormai 4 anni.

E' una realtà che deve farci comprendere come, anche nel nostro settore, le garanzie occupazionali vanno difese e non sono per niente una certezza.
Sono 4 anni che Morgan Stanley non si impegna a trovare una soluzione, insieme all' Abi e al sistema delle banche, per 150 lavoratori(150 famiglie) che rischiano di perdere il posto di lavoro.
150 persone di una piccola azienda, purtroppo, non hanno alcun peso politico e se non si tiene alta l'attenzione "pubblicizzando" gli eventi e le iniziative che le OO.SS. di quest'azienda mettono in atto, si rischia di farli scivolare nel dimenticatoio e nell'indifferenza generale.
Morgan Stanley (il cui responsabile per l'Italia è l'ex ministro Domenico Siniscalco) continua ad operare nel nostro paese, continua a fare profitti e a speculare sulla vita di lavoratori italiani e per questo deve essere obbligata a garantire risposte e occupazione.
Ben diverso sarebbe stato se la vicenda avesse riguardato lavoratori di grandi gruppi dove il peso politico e l'attenzione dei media sarebbero stati ben più consistenti.

 
Eppure parliamo sempre di lavoratori e di famiglie che rischiano il posto di lavoro e il fatto di appartenere ad una piccola o ad una grande azienda, o essere 1 o 10 o 100 o 1000 non dovrebbe essere una discriminante.

Il posto di lavoro va difeso perchè il lavoro è dignità prima di tutto e la dignità di una sola persona è importante come quella di 1000 persone.

 

 

25/01/2012

VIA XX SETTEMBRE

In Via XX Settembre, sotto la sede romana di Banca d'Italia, si è svolta ieri una manifestazione dei Lavoratori del Fonspa. Obiettivo della manifestazione quello di rendere visibili all'organo di vigilanza del sistema creditizio le ragioni della lotta dei Lavoratori e le responsabilità di Morgan Stanley nella situazione aziendale. Manifestazione partecipata e azienda vuota sono le migliori testimonianze di come i Lavoratori non intendano arretrare di un passo di fronte al potente avversario. Che Morgan Stanley trovi al più presto una soluzione che garantisca lavoro e futuro ai 150 del Fonspa che non intendono pagare una crisi aziendale determinata da chi, una volta fatti i propri affari, cerca di massimizzare i propri utili a loro discapito. La lotta continua!

Un sentito ringraziamento alle delegazioni sindacali di altre aziende (prima tra tutti quella di Banca d'Italia) che hanno portato fattiva solidarietà ai Lavoratori del Fonspa in lotta

Di seguito pubblichiamo il volantino distribuito per l'occasione.

GARANZIE PER I LAVORATORI DEL CREDITO FONDIARIO ! 

 

 

Sono ormai trascorsi quattro anni da quando l’azionista Morgan Stanley decise di “cedere” la centenaria banca romana;  da allora i Lavoratori del Fonspa lottano per dare un futuro all’azienda. Da tempo, continuano ad assistere impotenti alla condanna alla sostanziale inoperatività dell’azienda, senza ricevere alcuna risposta ai più che legittimi interrogativi in ordine al processo di vendita con la connivente assenza dell’ex Ministro Domenico Siniscalco responsabile di Morgan Stanley in Italia.

 

Oggi la stessa Morgan Stanley che, sostiene di essere impegnata in una concreta trattativa di vendita, ha il dovere di lasciare la Banca in grado di bene operare immediatamente dopo il passaggio di proprietà e non può dimenticare infatti le agevolazioni da lei godute nel momento in cui è divenuta proprietaria del Fonspa.

 

Infatti, Banca Commerciale Italiana e Credito Italiano nel 2000, in qualità di banche venditrici, si assunsero le loro responsabilità nei confronti dei Lavoratori partecipando, con la nuova proprietà e le OO.SS., ad un tavolo teso a garantire al Fonspa e a chi ci lavorava, le migliori condizioni per un pronto ed efficace rilancio. Rilancio che fece perno proprio sulle cospicue attività che le due banche lasciarono all’interno del Fonspa, a beneficio di Morgan Stanley.

 

Morgan Stanley, quindi, alla stregua di quanto già avvenuto nel 2000, dovrà impegnarsi e garantire che chi lavora in questa azienda continui a farlo serenamente, anche dopo l’attesa cessione del pacchetto azionario.

 

Morgan Stanley continua ad operare ed a fare affari in Italia e, per tale motivo, deve essere responsabile anche verso il sistema e l’economia di questo Paese.

 

Per questi motivi, i Lavoratori del Fonspa lottano e continueranno a lottare ed a rivolgersi alla cittadinanza, al sistema creditizio e agli Enti locali che governano il territorio.

 

Una lotta giusta cui nessuno può assistere con indifferenza.

 

I  LAVORATORI  DEL  FONSPA  VOGLIONO  GARANZIE  PER  IL  LORO  FUTURO !

 

   

20/01/2012

LA LETTERA

Con una lettera inviata ai consiglieri di amministrazione della banca e, per conoscenza al capo di Morgan Stanley Italia, Domenico Siniscalco, le OO.SS. continuano a sollecitare confronti finalizzati a garantire serie prospettive per chi lavora stante la decisione di Morgan Stanley di vendere l'azienda. Nella lettera, inviata giorni fa, e a tutt'oggi ancora priva di risposta, le OO.SS. fanno esplicito riferimento a ciò che la banca americana ha trovato al momento dell'acquisizione, in termini di attività, tecnologia, professionalità e che, quindi, ha il dovere di garantire ai nuovi acquirenti per garantire una partenza rapida e pronta per quello che sarà il nuovo Fonspa.

Clicca qui per leggere come la lettera è stata presentata dal Corriere.it che, erroneamente indica nel 24 maggio anzichè nel 24 gennaio la data della prossima azione di lotta dei Lavoratori del Fonspa.

Di seguito il testo della lettera e le sua traduzione in inglese:

 

Egregi signori,

 è a Voi ben noto che, dopo la decisione assunta nel febbraio 2008 dall’azionista di vendere la banca, è seguito un progressivo depauperamento di tutte le attività di un’azienda dotata di strumenti informatici all’avanguardia e con personale avente caratteristiche di affidabilità ed adattabilità, capace di convertirsi più volte, nel breve, a seconda delle necessità di “business” individuate dall’azionista.

Nel 2008 la banca era un’azienda perfettamente produttiva che avrebbe potuto continuare a svolgere un ruolo di supporto all’economia ed al tessuto sociale provato dalla grave crisi economica.

Il processo di vendita non è stato mai affrontato con le caratteristiche di serietà e determinazione necessarie, prova ne è il lungo tempo trascorso senza ancora avere una soluzione definitiva.

Da quattro anni continuiamo ad assistere impotenti alla condanna all’inoperatività della nostra azienda senza avere alcuna risposta ai nostri più che legittimi interrogativi, ma subendo sempre uno stucchevole gioco di rimbalzo di responsabilità da Roma a Milano, da Milano a Londra, da Londra a New York, ecc.

Queste sono le motivazioni che ci inducono a chiederVi  un confronto serio e diretto sull’avvenire del Fonspa e dei suoi dipendenti.

Un confronto nel quale Morgan Stanley non può dimenticare le agevolazioni da lei godute nel momento in cui è divenuta proprietaria del Fonspa. 

In relazione a ciò noi pensiamo che, come fecero le ex azioniste di Fonspa nei confronti di Morgan Stanley, anche Morgan Stanley ha il dovere di lasciare il Fonspa in grado di bene operare immediatamente dopo il passaggio di proprietà.

Banca Commerciale Italiana e Credito Italiano negli anni 2000/2001, in qualità di banche venditrici, si assunsero le loro responsabilità nei confronti dei Lavoratori e dell’azienda partecipando, con la nuova proprietà e le OO.SS., ad un tavolo teso a garantire al Fonspa e a chi ci lavorava, le migliori condizioni per un pronto ed efficace rilancio. Rilancio che fece perno sulle attività e sulle dotazioni finanziarie cospicue che le due banche lasciarono all’interno del Fonspa, a beneficio di Morgan Stanley.

Noi riteniamo che ci siano i margini perché Morgan Stanley possa, alla stregua di quanto già avvenuto nel 2000, garantire che chi  lavora in questa azienda continui a farlo serenamente, anche dopo la tanto attesa cessione del pacchetto azionario.

Per questo formuliamo la richiesta di un necessario confronto finalizzato a trovare le forme e modalità per il soddisfacimento delle Vostre esigenze e delle nostre aspettative, anche alla luce di quanto più volte dichiarato dal prof. Siniscalco secondo il quale gli interessi di Morgan Stanley coincidono con quelli dei lavoratori.

Distinti saluti

 English version:

 

Dear Sirs,

 

We presume you are well aware of the process of impoverishment of our bank which followed the 2008 decision of putting it on sale and so you can appraise that such process implied an underused of bank assets like the advanced information systems and the reliable, adaptive personnel skills enabling management  to operate multiple business shifts in the course of time.

 

Going backwards to 2008, the bank was considered totally operational and capable of serving the local economy and facing a social tissue still gravely affected by the economic crisis.

 

 

 

 

The process of sale of the bank was never followed up with the necessary determination and seriousness required to avoid time inflation providing no definite acquisition.

 

So four years have passed until now and yet we are frustrated that our bank is prevented from running its normal operations and we also feel exhausted by the lack of any reasonable answer to our legitimate questions: in fact, we suffer from being spectators at a tiresome exercise of rebounding responsibilities, where Rome refers to Milan for any question of decision-making while Milan indicates London as the true centre of decision and London itself presumes that New York is the ultimate recourse for anything significant that can happen.

 

These facts constitute the reasons that push us to ask you for comparing our views seriously and directly in order to shed some light on Fonspa’s future and to get an outlook on employees’ prospects.

 

In completing such a test, Morgan Stanley can’t neglect the considerable facilities that Fonspa’s former shareholders made available to MS when the latter took control of the company. 

 

In relating to these issues, we think that Morgan Stanley is required to repeat the engagement of Fonspa’s former shareholders in assuring that, preceding the final exit from the bank, Fonspa is given a level of managing efficiency adequate to perform suitably its operations in the aftermath of the ownership transfer.

 

During the 2000/2001 period, Banca Commerciale Italiana and Credito Italiano, being the sellers of Fonspa, took on relevant responsibilities towards the workers and the company by sharing a negotiation with the bank’s acquirer and the unions that afforded Fonspa an optimal start-up on the path of a rapid and effective recovery. Such recovery was primarily axed on the conspicuous activities and facilities made available by the seller parties to the benefit of Morgan Stanley.

 

We presume that there are margins now that enable Morgan Stanley to secure (as the former shareholders did in 2000) the work of all bank’s employees, also as continued following the long-awaited ownership transfer.

 

That is the reason why we formulate the present request aimed at finding the most eligible forms and methods that could help to balance our expectations and your requirements, reaching in some way the goal that Prof. Siniscalco recently indicated as “the identity existing between the interests of Fonspa’s workers’ and those of Morgan Stanley”.

 

Best regards